OSSERVATORIO#2 [VOL.2]
Loggiato della Basilica Palladiana
Piazza dei Signori, Vicenza
La rassegna “Osservatorio#2” prosegue con un progetto site specific di NERO che consiste in una piccola serie di casette monocromatiche sulle quali l’artista è intervenuto in vario modo per modificarne sia l’aspetto che il significato. Partendo da una forma molto semplice – una casa con sei piccole finestre ma sprovvista di porta – l’artista sviluppa un lavoro che indaga il rapporto tra l’uomo e la (presenza/assenza di) architettura.
Da qualche tempo NERO nutriva la necessità di realizzare un lavoro sull’architettura perché, come racconta lo stesso artista, «non mi rappresenta in quanto più grande di me; non mi aiuta perché spesso pezzi di tetto mi cadono addosso assieme all’intonaco; non mi rappresenta perché con i miei mezzi non ho una casa, o meglio un luogo dove sentirmi privo delle paure della mia anima». Da questa sua riflessione sono nate una serie di piccole sculture che ricorrono a materiali di vario genere – terracotta smaltata, multistrato, poliuretano, acciaio, alluminio, lastre tipografiche, spot luminosi – per ricreare abitazioni ipotetiche ma non troppo fantastiche che indagano il concetto dell’antropometria.
Poiché l’architettura dovrebbe essere una “realizzazione di sé”, capace di consolarci e di ridurre le nostre angosce, l’artista destabilizza il senso di appartenenza e di sicurezza che la casa dovrebbe infondere in ciascuno di noi. Lo spazio dell’abitare viene quindi traslato in una ludica cattedrale (che malamente cela la reale entità della propria “anima”) o in una fabbrica dismessa (che da luogo di lavoro diventa covo di feste illegali), passando per edifici invasi da materiale plastico o dai resti di un intimo dopo-sciagura.
Nelle opere di Nero niente è mai come appare; dietro a un linguaggio essenziale e ironico si nasconde una dolente analisi della vita quotidiana, della società e della condizione umana.
Dopo l’abbandono dell’anima ovvero Resistendo al colore - Legno, lastra tipografica riciclata, colla vinilica, colore acrilico - Cm 12,8 x 22,3 23,8 - 2009
Particolare da: Dopo l’abbandono dell’anima ovvero Resistendo al colore
Work in progress ovvero La mia vita non conosce ordine - artone, plastica, colla vinilica, carta stampata e colore acrilico - Cm 30 x 37 x 35 - 2009
Particolare da: Work in progress ovvero La mia vita non conosce ordine
Whitish mire ovvero Qualche volta mi sento travolgere dalla merda - Terracotta smaltata, poliuretano, colla vinilica, colore acrilico, legno e plexiglas - Cm 40 x 35 x 37,6 - 2009
Sussidio mentale minimo ovvero Enjoy illegal drums - Legno, lastra tipografica riciclata, colla vinilica e luce stroboscopica - Cm 27 x 23 x 27 - 2009
Particolare da: Sussidio mentale minimo ovvero Enjoy illegal drums